PROCESSO DI NAPOLI 01/10/10: il perito del tribunale «Fu Facchetti a dire “Metti Collina”»

In: I processi penali

2 ott 2010

Vi riportiamo un sunto dell’udienza odierna svoltasi a Napoli contro Moggi e altri.  E’ il turno dei testimoni delle difese,  da segnalare Abete, Collina e l’uomo del ribaltone Franco Baldini. Nonchè la lieta notizia sulla famosa intercettazione Bergamo – Facchetti “Metti Collina”. Forse adesso è il caso che Gianfelice Facchetti chieda scusa ai “quattro barboni”. Buona lettura.

Ennesimo capo d’imputazione disintegrato dalla testimonianza di Abete in aula, che smentisce di essere stato fatto fuori dalla presunta cupola Moggiana nel 2004. Lo stesso Abete deve ammettere di fronte alle intercettazioni “ritrovate” dalla difesa di Moggi che il suo interesse era molto legato alle sorti della Fiorentina nel campionato 2005, interesse imputato invece dai pm a Moggi. 

Dall’interrogatorio si evince anche che Collina prese 100.000 euro per una sponsorizzazione gestita dalla segreteria della federazione e dall’A.I.A.(per la quale ci fu anche un’interpellanza parlamentare), di cui il presunto facente parte della cupola De Santis non beneficiò. De Santis chiese pure spiegazioni su tale sponsorizzazione richiedendo modalità e termini dell’accordo alla figc senza mai ricevere risposta. 

Abete inoltre dichiara di non conoscere la fonte e la modalità con le quali la procura federale ottenne le intercettazioni, aggiungerei “mirate”, per il processo sportivo del 2006, scaricando tutto sul procuratore federale Palazzi. L’ Avv. Messeri si riserva di chiedere l’audizione di Palazzi per chiarire questo mistero, certo che suona strano che il presidente della figc sia stato tenuto all’oscuro su una questione così rilevante.

Il perito probabilmente non andrà avanti con le trascrizioni perchè dichiara di avere difficoltà, ma sarà comunque la Casoria a decidere. Il suo lavoro però al momento è bastato per certificare che fu Facchetti a dire “Metti dentro Collina” nella famosa telefonata tra Bergamo e lo stesso Facchetti.  

Gli ex arbitri Collina e Tombolini, l’ex addetto stampa della federazione Valentini, l’ex assistente arbitrale Papi ed i giornalisti Simone Nozzoli, Fulvio e Riccardo Bianchi, tutti testimoni diretti ed indiretti, smentiscono in modo assoluto ipotetici taroccamenti del sorteggio arbitrale, Collina, Tombolini e Papi inoltre dichiarano di non aver subito mai pressioni per favorire determinate squadre e di non averne mai avuto percezione o sospetto che fossero state fatte ad altri colleghi.

Franco Baldini ex ds della Roma e grande accusatore di Moggi, prima sconfessa la sua deposizione al processo Gea, in cui dichiarava di non aver mai incontrato il colonnello Auricchio, dicendo stavolta invece, di averlo incontrato una forse due volte dopo le sue dimissioni dalla Roma nel 2005, per denunciare i presunti sopprusi e le presunte minacce di Moggi subiti da delle persone, ma in netto contrasto con la deposizione dell’Auricchio stesso che riferì di almeno 7-8 incontri, formali ed informali. Dopo vari tentativi di reticenza ha fatto tre nomi di presunte vittime: i procuratori Canovi ed Antonelli e l’ex d.s. del Siena Ricci, confermando che la sua collaborazione con Auricchio si limitò a questo, affermazione smentita poco dopo.

Incalzato dall’avvocato Prioreschi, Baldini si dimostra reticente e assolutamente non attendibile sulle date (che saranno poi fondamentali per l’affondo di Prioreschi)e soprattutto quando si torna a parlare di altri episodi di collaborazione con Auricchio “dimenticati” in questa audizione e in quella del processo Gea; come l’avvenuto incontro con il colonnello dei carabinieri in compagnia della giornalista di Milano Finanza Augelli.
L’avv. Prioreschi in seguito dimostrerà che Baldini ha detto il falso in quanto l’interrogatorio di Antonelli avvenne prima della sua presunta denuncia fatta ad Auricchio nel 2005.

Ed arriva il momento di dare una spiegazione all’intercettazione antecedente, “a suo dire”, l’incontro con Auricchio, dove in una conversazione avvisa Mazzini di un imminente ribaltone, della volontà di salvarlo, di fare fuori Moggi, Giraudo e Carraro, di beffare lo stesso Moggi parlandogli di una inimicizia con Castagnini per raccomandarlo e di presunti appoggi politici, nello specifico Veltroni.
Baldini liquida tutto con un “era uno scherzo, non c’era niente di serio”. 

Accusato di reticenza da Prioreschi, con il giudice Casoria tutt’altro che indifferente e ansiosa di spiegazioni sulle molteplici contraddizioni di Baldini e l’evidente nervosismo dell’accusa che ha provato inutilmente ad opporsi più volte, il grande accusatore continua la sua farsa con presunte minacce velate di fargli perdere il lavoro da parte di Moggi , quelle (ahimè reali, ma chi scrive avrebbe fatto anche di peggio..  )subite al processo Gea, continuando ancora a negare altri incontri con Auricchio (..che faccia tosta), ma anche con fantasiose accuse di corruzione e frodi finanziarie tramite giocatori sopravvalutati venduti ad altre squadre che venivano di conseguenza associate alla cupola per poi quindi godere di protezione e favori arbitrali, tranne poi ritrattare e scusarsi quando gli è stato fatto notare che quelle cessioni non erano mai avvenute.


Il mondo Juve

Attraverso questo blog vogliamo tenervi informati su quanto di più saliente avviene nell'universo bianconero. Non solo le vicende sportive, ma anche tutto ciò che ci riguarda e avviene lontano dal rettangolo di gioco.

Diventa socio DOC!

Condividi con noi la tua passione, diventa socio DOC! Per maggiori informazioni visita il nostro sito www.juventusclubtrani.it

Seguici su Facebook